- Il fattore g è un'abilità mentale generale che Spearman propose nel 1904 per spiegare perché le prestazioni in test cognitivi diversi tendano a correlare positivamente.
- Il manifesto positivo (positive manifold) è il fenomeno per cui quasi tutti i test di abilità cognitiva correlano positivamente fra loro: chi ottiene buoni punteggi in un compito tende a ottenerne di buoni anche negli altri.
- Il g viene stimato con l'analisi fattoriale, una tecnica statistica che Spearman contribuì a sviluppare proprio per estrarre la varianza condivisa da molti test.
- Già negli anni successivi Thurstone e altri sostennero che un singolo fattore non basta a descrivere la varietà delle abilità umane.
Che cos'è il fattore g?
Il fattore g è un'abilità mentale generale che Spearman propose nel 1904 per spiegare perché le prestazioni in test cognitivi diversi tendano a correlare positivamente. Secondo la sua teoria bifattoriale, ogni prova misura sia questa capacità generale (g) sia un fattore specifico (s) legato al compito. Il g rappresenterebbe l'efficienza cognitiva di fondo che alimenta tutte le attività intellettuali.
Che cos'è il manifesto positivo?
Il manifesto positivo (positive manifold) è il fenomeno per cui quasi tutti i test di abilità cognitiva correlano positivamente fra loro: chi ottiene buoni punteggi in un compito tende a ottenerne di buoni anche negli altri. Spearman interpretò questo schema come la prova dell'esistenza di un fattore comune sottostante. È una delle osservazioni più robuste e replicate dell'intera psicometria.
Come si misura il fattore g?
Il g viene stimato con l'analisi fattoriale, una tecnica statistica che Spearman contribuì a sviluppare proprio per estrarre la varianza condivisa da molti test. I compiti che richiedono ragionamento astratto e relazioni complesse, come le matrici progressive, sono considerati fortemente saturi di g. Il punteggio di QI di una batteria ben costruita è spesso usato come stima pratica del g.
Quali sono i limiti della teoria?
Già negli anni successivi Thurstone e altri sostennero che un singolo fattore non basta a descrivere la varietà delle abilità umane. Oggi si riconosce che esistono capacità più specifiche organizzate sotto il g, e che fattori culturali, scolarizzazione e motivazione influenzano i punteggi. Il g resta un costrutto utile e predittivo, ma è una semplificazione di una struttura cognitiva più articolata.