- Entrambe nascono negli anni Ottanta come reazione a una visione unitaria e centrata sul QI dell'intelligenza.
- Gardner propone otto intelligenze relativamente indipendenti legate a domini di contenuto, come quello musicale o spaziale.
- La teoria di Sternberg ha generato strumenti di misura e studi che cercano di validare soprattutto l'intelligenza pratica e creativa, con risultati interessanti ma dibattuti.
- Più che scegliere, conviene capire a cosa servono: entrambe sono utili come quadri educativi che ricordano la pluralità dei talenti umani.
Che cosa hanno in comune le due teorie?
Entrambe nascono negli anni Ottanta come reazione a una visione unitaria e centrata sul QI dell'intelligenza. Sia Sternberg sia Gardner sostengono che le persone possano essere capaci in modi che i test tradizionali non rilevano. Per questo hanno avuto grande risonanza in ambito educativo, valorizzando talenti diversi.
In che cosa si differenziano?
Gardner propone otto intelligenze relativamente indipendenti legate a domini di contenuto, come quello musicale o spaziale. Sternberg, invece, descrive tre processi trasversali, analitico, creativo e pratico, che operano su qualunque contenuto. In sintesi, Gardner divide l'intelligenza per ambiti, Sternberg per modi di pensare.
Quale ha basi empiriche più solide?
La teoria di Sternberg ha generato strumenti di misura e studi che cercano di validare soprattutto l'intelligenza pratica e creativa, con risultati interessanti ma dibattuti. La teoria di Gardner è più difficile da verificare empiricamente e dispone di poche misure psicometriche solide. Nessuna delle due, tuttavia, ha superato il fattore g in termini di capacità predittiva consolidata.
Come scegliere tra le due?
Più che scegliere, conviene capire a cosa servono: entrambe sono utili come quadri educativi che ricordano la pluralità dei talenti umani. Per la valutazione rigorosa e la previsione di esiti scolastici o lavorativi, i modelli psicometrici come il CHC restano più affidabili. Le teorie di Sternberg e Gardner arricchiscono la riflessione, ma non sostituiscono gli strumenti basati sul g.